Tricase – tra castelli, leggende e mare

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Tricase

Tricase

Tricase è uno tra i paesi e borghi del Salento più caratteristici del Salento. La città è situata a circa 50km da Lecce ed è adagiata sul tratto orientale della costa del Basso Salento. Precisamente tra la Serra dei Cianci e la Serra del Mito.

Essa può vantare un territorio con un’ampia estensione. Infatti, vi rientrano le frazioni di Tricase Porto e Marina Serra. I Rioni di Caprarica del Capo, Sant’Eufemia Tutino. Ed infine, le due frazioni Lucugnano e Depressa.

 

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Il Centro Storico di Tricase

Il borgo originario è sorto dalla fusione di tre casali che si unirono per fronteggiare gli attacchi dei Saraceni. Il cuore del centro storico è il caratteristico Rione Puzzu, dislocato in un dedalo di viuzze subito dopo l’ingresso di Porta Terra. E’ da qui, infatti, che si dirama il borgo antico e arriva fino al Palazzo Gallone. Un tempo sede dei Principi di Tricase.

A pochi passi, è situata la Chiesa di San Domenico e la Chiesa Matrice. Ed infine la Chiesa della Natività, con l’ipogeo della Cripta della Madonna di Pompei, fino alla rinascimentale Chiesa di San Michele Arcangelo considerata una delle sette perle dell’architettura salentina.

Palazzo Gallone

Il Palazzo Gallone, conosciuto anche come il Castello di Tricase, era chiuso in una cinta muraria circondata da un ampio fossato con due porte di ingresso. Una era rivolta verso il mare, l’altra verso la campagna.
Le mura difensive, però, furono distrutte dai Turchi (nel XV sec.). Circa un secolo dopo, sono state ricostruite proprio dai Gallone. Difatti, sulla porta principale è apposto lo stemma della casata.

Tre sono gli elementi che caratterizzano il Palazzo. La Torre e il Torrione costituiscono la parte più antica, risalente al Trecento. Ed infine, il Corpo dell’edificio costruito nel 1661 da Stefano II Gallone, primo Principe di Tricase.
Negli anni cinquanta, essendo il palazzo compreso tra i beni in vendita, fu comprato dal Comune di Tricase. Infatti, oggi è di proprietà e sede del Municipio.

La Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine di Maria

A ridosso di Palazzo Gallone, e unita ad esso da un arco di passaggio, è situata la Chiesa Parrocchiale di Tricase. Dedicata alla Beata Maria Vergine. Essa fu realizzata nel 1581 sulle rovine della Chiesa Madonna del Foggiaro. Questa antica struttura fu danneggiata dai Turchi nel 1480, dai soldati del Conte di Lecce nel 1495 e dai Veneziani nel 1528.

Si presenta in pregevole stile barocco, con un grande portale, fiancheggiato da coppie di colonne e sormontato da un’edicola a nicchia.
Nella Chiesa sono presenti anche alcune tele e quadri di valore del famoso Tiziano Veneziano, del Catalano, del Coppola, del Palma il giovane e del Veronese.

Nella parte sottostante, nella suggestiva Cripta dedicata alla Madonna di Pompei, riposano le spoglie mortali del Cardinale di Santa Romana Chiesa, Giovanni Panico.

La Chiesa di San Domenico

In Piazza Pisanelli, al lato di Palazzo Gallone, si affaccia la Chiesa di San Domenico. Completata nel 1688, anch’essa in stile barocco. Un’imponente scala conduce dalla piazza al suo interno. Realizzata nella seconda metà del XV secolo, insieme al Monastero dei Domenicani situato a ridosso.

Chiesa di San Michele Arcangelo

La Chiesa di San Michele Arcangelo è in stile tipicamente rinascimentale. Costituisce il nucleo centrale dal punto di vista storico-urbanistico dell’intera zona nella quale è ubicata.
Come riporta l’epigrafe situata sulla porta centrale, il committente fu Cesare Gallone, figlio di Alessandro I, secondo Barone di Tricase. L’anno di costruzione risale al 1624. Per la sua bellezza, è ritenuta una delle sette perle dell’architettura leccese.

 

Tricase Porto

 

Il Mare di Tricase

Il mare di Tricase è situato nel tratto di costa che va da Santa Maria di Leuca a Santa Cesarea Terme. Famosa è Marina Serra con la sua piscina naturale, situata in un’ansa protetta da una costa rocciosa. Anche le grotte sono molto affascinanti, accessibili spesso solo via mare.

E’ presente anche un porto collocato in un’insenatura naturale. Il panorama è senza dubbio fra i più belli. Dalla Marina di Tricase è facilmente visitabile tutta la costa salentina, formata da calette segrete, faraglioni e solitarie spiagge che si dirigono verso lo Ionio.

La Quercia Vallonea di Tricase

Sulla strada che da Piazza Pisanelli conduce alla marina di Tricase Porto si trova uno dei più antichi alberi d’Italia: la Quercia Vallonea. Essa ha ben 700 anni di vita. Per questo motivo, è stata dichiarata monumento botanico. Da qui parte il Parco delle Vallonee, che rientra nel lussureggiante Bosco di Tricase, mentre in direzione di Marina Serra, inizia la costa rocciosa e selvaggia.

Tricase Porto

Con l’imboccatura rivolta a sud-est, è esposto agli impeti dello scirocco e dei venti orientali. La punta del versante nord del’insenatura è chiamata Pizzo Cannone perché  nel 1532, sulla sommità della scogliera, Carlo V fece costruire la Torre del Porto che poi fu bombardata, nel 1806, dagli inglesi.

Torre del Sasso

Torre del Sasso è situata sullo sperone roccioso che congiunge Tricase Porto a Marina Serra. Lo scenario è davvero mozzafiato. La marina di Tricase è, infatti, una riviera tutta da scoprire, ideale per farsi coccolare dai raggi del sole e dal mare cristallino.

Ma anche per lasciarsi affascinare dalle tante leggende che raccontano questi luoghi. Come quella del canale lu Riu, una suggestiva insenatura naturale situata poco più avanti dopo la torre.

La leggenda del Canale del Rio

Una leggenda racconta che, secoli fa, questa piccola insenatura di Marina Serra fosse abitata da un giovane principe. Egli era, però, un essere malvagio e senza alcuna pietà. Disprezzante la vita umana, al punto di uccidere chiunque lo disturbasse.

Gli abitanti del borgo, da tempo gli chiedevano con insistenza la costruzione di una chiesa dedicata alla Madonna di Costantinopoli. Ma il principe, pur di non sottostare alle loro richieste, invocò Satana affinché potesse erigere il santuario in una notte sola, offrendo in cambio un’ostia consacrata al caprone, il simbolo stesso di Satana.

La chiesa fu costruita in una notte. Tuttavia il timoroso principe, pur di non sfidare Dio, venne meno al patto contratto con Satana. Questi, infuriatosi, scagliò la sua ira sul santuario. Fece scoppiare una violentissima tempesta durante la quale le campane caddero proprio nel Canale del Rio.

Ecco perché, secondo la leggenda, quando il vento spira forte si ode in lontananza il suono delle antiche campane ora adagiate sulle sponde del Rio.

Marina Serra

Marina Serra è una località molto piccola ma incredibilmente affascinante con i suoi colori cristallini, le acque limpide, le alte scogliere, i paesaggi selvaggi, i caratteristici fiordi e le insenature. L’ ideale per trascorrere le vacanze nel Salento all’insegna del relax e delle emozioni pure e intense.
A rendere nota e amata Marina Serra è la sua favolosa piscina naturale, una delle più affascinanti del Mar Mediterraneo, delimitata dalle rocce della scogliera.

La Grotta Matrona

Uno spettacolo tutto da ammirare anche quello offerto dall’incantevole Grotta Matrona, raggiungibile esclusivamente via mare, a nuoto, in barca o in canoa. L’unicità del panorama è garantita dai giochi di luce e dai riflessi d’acqua che tingono le pareti dell’antica grotta delle più belle tonalità del blu.

Torre Palane

Torre Palane fa parte del sistema difensivo di torri costiere erette nel Salento nel XVI secolo. Essa sorge su un piccolo promontorio a 15 metri sopra il livello del mare e si eleva per altri 15 metri, affacciandosi sulla piscina naturale.
Essa fa parte del Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, e comunica visivamente a nord con Torre del Porto di Tricase e a sud con Torre Nasparo.

 

Piscina naturale di Marina Serr

 

Le frazioni e i Rioni di Tricase

Tricase, con i suoi 17.000 abitanti circa, è uno dei centri più importanti della parte bassa della penisola salentina. Infatti il suo territorio è molto esteso, tanto da comprendere i tre Rioni: Caprarica di Lecce, Tutino e Sant’Eufemia. E due frazioni. Lucugnano e depressa.

Il Rione di Caprarica del Capo

Il centro storico di Caprarica del Capo si stringe intorno al castello, adibito a masseria nell’Ottocento. E’ una struttura massiccia dalla possente base rettangolare, con il torrione circolare. Risalendo la collinetta che sovrasta il paese, si trova invece il Santuario della Madonna di Fatima, piccola chiesetta in pietra, affiancata dal campanile. Sono di più antica costruzione, le cappelle del Crocefisso e dell’Immacolata.

Il Rione di Tutino

Anche Tutino si stringe intorno al suo castello. Esso è tra i pochi nel Salento a conservare ancora parte del fossato originario. Edificato nel XV secolo, costituì nei secoli un rifugio sicuro per gli abitanti del casale. Famoso è anche il menhir, conosciuto anche come la culonna de Santu Linandru.

Si tratta di due frammenti di pietra sovrapposti e segnati da una linea di frattura che li distingue. La parte superiore incisa da una croce. Il menhir è conosciuto anche con il nome di pivataro (soggetto affetto da problemi di meteorismo). Secondo una credenza popolare, infatti, il monolite avrebbe avuto il potere di far guarire cavalli e altri equini dalla pancia gonfia, semplicemente legandoli e facendoli girare intorno. Ogni estate, proprio qui si svolge la Sagra Riti e Sapori intorno al Menhir.

Il Rione di Sant’Eufemia

Il rione è separato da Tricase soltanto dalla linea ferroviaria Maglie-Gagliano del Capo. A Sant’Eufemia appartiene la località di Monte Orco, un declivio collinare che ospita un bosco di querce spinose con esemplari secolari. Ogni anno, qui si svolge qui un evento da non perdere. E’ lo scenografico presepe vivente, tra i più longevi e grandi del Sud Italia. Difatti, un vero e proprio spettacolo in una cornice dal sicuro fascino.
In origine, Sant’Eufemia era una semplice Masseria appartenente al Monastero dei Basiliani. Il suo nome deriva dal culto per Sant’Eufemia di Calcedonia. La Santa Greca alla quale era dedicata il monastero. Col tempo si sviluppò, diventando un piccolo borgo poco distante da Tricase.

Ancora oggi, il centro storico è caratterizzato dalla presenza di cunicoli costruiti per la protezione degli abitanti dai frequenti attacchi dei saraceni. Dell’antico monastero rimane una cripta dedicata alla Madonna del Confalone. La Sagra delle Corti in Gusto è un ottima occasione per visitare questo piccolo gioiello.

Cripta della Madonna del Gonfalone

Lungo la strada che da Tricase conduce e Lucugnano, si trova la famosa cripta basiliana dedicata alla Madonna del Gonfalone. Essa è stata ricavata interamente dal banco roccioso intorno al IX secolo. Divenne il rifugio sicuro dei monaci basiliani durante le persecuzioni religiose.

Nata come monastero, divenne in seguito una fattoria con il convento annesso, dipendente dall’Abbazia di Santa Maria del Mito. Oggetto di numerose modifiche e tanti interventi di ristrutturazione, oggi la cripta si presenta scandita da 19 colonne ottagonali.

Le pareti perimetrali conservano tracce degli affreschi superstiti: in prossimità dell’ingresso è raffigurata la Crocifissione con la Vergine Maria e San Giovanni, mentre al centro si colloca un altare barocco con l’affresco della Vergine col Bambino.

La tradizione del culto verso la Madonna del Gonfalone è ancora molto forte a Tricase e, a fine agosto, ricorrono i pittoreschi festeggiamenti religiosi e civili in suo onore.

La Frazione di Depressa

l territorio intorno al piccolo borgo custodisce i segni delle civiltà che lo hanno popolato sin da epoche remote. Testimonianza di ciò, sono i menhir che sorgono nei dintorni dell’abitato.

Nel 1869, Emanuela Gallone sposò Antonio Winspeare, Duca di Salve. Da quel momento, la cittadina conobbe una certa prosperità e l’antico castello fu restaurato e ristrutturato. Esso si sviluppa intorno alla torre angioina del XIV secolo, resistita agli attacchi turchi dei secoli successivi. Ancora oggi gli eredi sono i successori della famiglia Winspeare. Ogni anno, nel mese di agosto, qui si svolge la Sagra de la Simeddha e la Sagra de la pasta fatta a casa.

La Frazione di Lucugnano

Lucugnano è il borgo natale di uno dei poeti più significativi del Novecento pugliese, Girolamo Comi. Oggi, il palazzo baronale in cui ha trascorso la sua vita, è un centro culturale. Una casa – museo e biblioteca che si affaccia sulla piazza del centro, al lato del Castello dei Capece o Palazzo dei Capece. Esso venne realizzato nel XVI secolo, come ampliamento di una torre preesistente di epoca normanna.

Inoltre, nel mese di luglio, la Sagra della Terra Cotta e delle ricette di Papa Caiazzu, è un’occasione per conoscere il caratteristico e bizzarro personaggio originario di questa cittadina. Papa Galeazzo (Papa Caiazzu), un uomo ricco di arguzia. Protagonista e autore di aneddoti e racconti burleschi li cunti o li culacchi, difatti, molto amati dai salentini.

 

Castello di Caprarica del Capo

 

 

Immagini: shootingsalento, masseriarauccio

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