Ciciri e Tria, il piatto povero dei contadini

Di cosa parleremo in questo articolo:

Indice

Sei nel posto giusto, continua la lettura 🙂

Ciciri e Tria

Ciciri e Tria

Ciciri e Tria è un piatto tipico della tradizione salentina. Si tratta di una ricetta di origini arabe a base di pasta e ceci. Quello che rende particolare questo piatto è proprio la pasta. Per Ciciri e Tria, infatti, vengono usate delle tagliatelle rigorosamente fatte a mano, con acqua e farina. Nonostante la ricetta abbia origini molto antiche, ancora oggi viene seguita alla lettera.

Le origini del piatto Ciciri e Tria

Secondo alcuni racconti, Ciciri e Tria ha origine da una tradizione araba.  Difatti, durante l’equinozio primaverile, gli arabi avevano l’abitudine di cuocere i legumi vecchi per fare spazio a quelli del nuovo raccolto. Il nome Tria deriva dall’arabo Itrya, che letteralmente significa “pasta fritta”. Inizialmente, la ricetta veniva preparata friggendo i cereali. Questi, infatti, si riuscivano a conservare più facilmente. Inoltre, era la soluzione ideale per sfamare i beduini che trascorrevano molto tempo in mezzo al deserto.

Quando i cereali furono sostituiti dai ceci, nacque un piatto del tutto simile a Ciciri e Tria. Gli arabi iniziarono a preparare una sorta di purè di ceci, l’hummus. Questo veniva poi abbinato ad una pasta fritta simile agli spaghetti. Difatti, dunque, sembra essere a tutti gli effetti considerato un antenato di Ciciri e Tria.

Intorno al XII secolo la ricetta si diffuse in Sicilia per poi approdare in Puglia. Qui vennero apportate delle modifiche che diedero vita alla Ciciri e Tria con ceci interi e tagliatelle fresche. In passato era considerato il piatto dei poveri. Per questo motivo, veniva servito durante la festa di San Giuseppe. Ossia, quando si allestivano lunghe tavolate per sfamare i meno fortunati.

Anche contadini e famiglie meno abbienti si nutrivano spesso con Ciciri e Tria, un piatto fatto di ingredienti semplici che provenivano direttamente dal lavoro dei campi. Quindi, facili da reperire.
Fino a pochissimo tempo fa, le signore salentine cucinavano ancora i ceci e la pasta secondo la tradizione. Ossia, preparavano a mano la pasta che cuoceva poi nelle pignate. Difatti, si tratta di pentole in creta da porre sulla fiamma viva del camino.

Come si prepara la Ciciri e Tria

Per l’impasto della Tria sono necessari due parti di farina “00” e una di farina di grano duro. Si aggiunge l’acqua e si impasta fino ad ottenere un composto omogeneo da stendere realizzando una sfoglia molto sottile. A questo punto si tagliano delle strisce larghe circa 2 cm. Gli scarti dell’impasto si tengono da parte e vengono fritti nell’olio d’oliva per poi essere aggiunti al piatto finale.

I ceci devono essere tenuti a bagno in acqua salata per almeno 12 ore prima di venire cucinati con il soffritto a base di cipolla, carota e sedano. La cottura deve avvenire a fuoco lento in acqua fredda, facendo sempre attenzione che i ceci siano sempre coperti dall’acqua, e proseguire per almeno un paio d’ore. I condimenti ed il sale vanno aggiunti dopo circa 45 minuti dall’inizio della cottura.

Terminata la cottura, si può cuocere la pasta, immergendola in acqua bollente e salata per 2-3 minuti. Una parte dei ceci viene schiacciata o passata, mentre i restanti si lasciano interi. Il piatto si assembla unendo la pasta ai ceci ed aggiungendo i pezzetti di impasto fritti per aggiungere la sfiziosa componente croccante che caratterizza il piatto. Ciciri e Tria è un piatto particolarmente apprezzato praticamente tutto l’anno, dall’estate all’inverno e che si abbina perfettamente con i vini rossi salentini corposi e ben strutturati.

Un piatto povero fuori ma ricco dentro, la Ciciri e Tria

Ciciri e Tria è una ricetta tanto semplice quanto completa a livello nutrizionale. Oggi è possibile trovarla in ristoranti e trattorie tipiche salentine nella città di Lecce oppure nei tantissimi agriturismi del territorio. Ogni anno durante l’estate a Salice Salentino e Ugento, rispettivamente a luglio ed agosto, si svolgono due tra le più famose sagre dedicate alla Ciciri e Tria.

Durante questi eventi è possibile assaporare preparazioni dove l’assoluto protagonista sarà questo delizioso piatto tradizionale impiegato anche per abbinamenti insoliti ed originali tutti da provare. Le sagre sono un’occasione per immergersi nella storia e nella cultura eno-gastronomica del territorio, assistendo alla preparazione dei piatti come tradizione vuole, con i ceci cotti a lungo nei pentoloni di creta e la pasta fresca fatta a mano.

Condividi

Esperienze Local

Altre Notizie

Cosa vedere in Puglia
Territorio

Cosa vedere in Puglia

Cosa vedere in Puglia Ormai lo sanno tutti. Ma forse c’è ancora chi si chiede “quant’è lunga la Puglia?”. La Puglia ha oltre 400 chilometri di

Continua »
OFFERTE VACANZE 2022

Cerca la migliore offerta 2022 per la tua prossima Vacanza
scegli di vivere un'esperienza AUTENTICA, Prenota il tuo soggiorno
Booking.com

 

Privacy Policy