Otranto mare – l’affascinante borgo sull’Adriatico

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Otranto mare

Otranto mare

Otranto mare. Da sempre magnifico, religiosissimo bordello, casa di cultura tollerante confluenze islamiche, ebraiche, arabe, turche, cattoliche. Ne è testimone la stupenda cattedrale. Il suo favoloso mosaico figurante l’albero della vita.

Carmelo Bene

 

Otranto mare è Il punto più ad est dello stivale, la città dei Martiri, un gioiello tra i paesi e i borghi del Salento. Un ponte fra Occidente ed Oriente, ricco di storia, arte e cultura.
La Città conta circa 5.600 abitanti. Ma l’estate si moltiplicano perché, difatti, è una tra le mete più frequentate del Salento, per la bellezza dei posti, ma non solo.

Del territorio comunale fanno parte anche numerose frazioni, anch’esse rinomate mete turistiche. Come Porto Badisco, Fontanelle, Serra Alimini, Frassanito, Conca Specchiulla.

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Otranto mare tra Preistoria e Storia

Il territorio che circonda Otranto, fu abitato sin dal Neolitico. Successivamente, la città fu popolata dai Messapi. Essi entrarono poi in contatto con i Greci, durante il periodo di estensione della Magna Grecia. Per poi cadere nelle mani dei Romani, diventando così Municipio. E’ proprio dal latino che deriva il nome della Città. Hydruntum fu, infatti, il nome che le diedero i romani. Esso si riferiva al piccolo fiume che attraversa la Valle d’Idro.

La Città Fortificata di Otranto mare

Il borgo antico è racchiuso in imponenti mura difensive. La maestosa Porta Alfonsina è l’ingresso principale. In passato, la posizione geografica di Otranto ha fatto si che la città potesse trarre vantaggio dalle vie commerciali marittime verso l’Oriente. Tuttavia, il territorio situato in un punto così strategico, l’ha resa anche teatro di invasioni e conflitti per la sua occupazione. Molte erano, infatti, le popolazioni attratte dalla ricchezza di questo luogo.
Nel corso dei secoli, la Città fu, perciò, conquistata dai Longobardi, dai Bizantini, dagli Angioini, dagli Aragonesi e dai Turchi. Per poi finire sotto il Regno di Venezia ed anche nelle mani dei Francesi. Una lunga serie di popoli e predomini si alternarono nel controllo della città, che inevitabilmente conserva ancora oggi i segni di questi passaggi. Lo dimostrano, infatti, i tesori artistici, culturali, le opere architettoniche che sono giunte ai giorni nostri.

Il Castello Aragonese

Una di queste testimonianze è senza dubbio l’imponente Castello Aragonese. L’antica fortezza militare è frutto dell’ingegno di Ciro Ciri. Fu costruito tra il 1485 e il 1498, sotto il dominio di Fernando I D’Aragona. La pianta pentagonale del Castello è circondata da un fossato di protezione. Tre torri cilindriche angolari avevano lo scopo di avvistare il pericolo. Carlo V fece apporre un grande stemma sopra l’ingresso principale. Attualmente è utilizzato come splendido teatro per mostre e ed avvenimenti culturali.

Il Centro Storico di Otranto

Dalla piazza dove sorge il Castello si dirama un dedalo di viuzze e vicoli, che costituiscono il borgo antico. Ossia, la parte antica e più caratteristica della città. Passeggiare lungo queste stradine è come tornare indietro nel tempo. Un tempo antico fatto di casette bianche, ripide scalinate, cortili e botteghe. Ogni angolo poi presenta la sua meraviglia: una chiesa, una vista sul mare, un dettaglio da scovare.

La Cattedrale e il Mosaico di Otranto

Poco distante dal Castello, troviamo la Cattedrale di Santa Maria Annunziata. E’ un’opera dall’immenso valore artistico e storico. Fu realizzata nel XI secolo, e conserva infatti i resti del massacro degli 800 martiri e fedeli che si opposero all’invasione dei Turchi nel 1480. Uno dei capitoli più dolorosi e tristi nella storia della città.
Ammirare l’interno della Cattedrale la Cappella dei Martiri è un’esperienza assolutamente particolare. La impreziosisce il mosaico pavimentale. Un vero e proprio capolavoro. Esso rappresenta l’Albero della Vita. Ritenuto da molti esperti studiosi un’enciclopedia del Cristianesimo. Molti sono gli episodi dell’Antico Testamento in esso raffigurati. Un’allegoria del cammino di purificazione dell’uomo dal peccato originale, allo scopo di raggiungere la salvezza eterna. Inoltre, contiene anche molti riferimenti pagani e numerose tracce del simbolico ruolo storico che Otranto ha svolto di ponte fra Occidente ed Oriente.

L’Edicola di San Pietro

Da una stretta viuzza del piccolo borgo, si accede ad una piccola piazza dove è situata l’Edicola di San Pietro. Famosa per la sua architettura bizantina a croce greca e per la ricchezza degli affreschi in essa custoditi. Il nome è dovuto alla credenza che San Pietro passò proprio da qui durante il suo cammino dalla Palestina verso Roma. In ogni caso si tratta della chiesa più antica di Otranto, facendo risalire il suo nucleo centrale addirittura al V secolo. Essa è situata nel punto più alto della città.

 

Mosaico della Cattedrale di Otranto

 

Il Porto di Otranto

Tutte le stradine del piccolo borgo conducono verso il mare e verso il porto. Storico scenario di sbarchi, di commerci, di traffici. E’ il luogo simbolo delle principali attività economiche di Otranto. Basate, infatti, sulla pesca e sugli scambi via mare, prima che il turismo occupasse una posizione primaria. Per lungo tempo il porto è stato la stazione di partenza e di arrivo per i traghetti diretti alla vicina Grecia o Albania. Oggi, offre numerosi servizi per l’attracco delle imbarcazioni e per le attività marittime.

Il Mare di Otranto

Ma le bellezze di Otranto non sono limitate al borgo vecchio e all’importanza storica dei suoi tesori artistici. Una delle principali attrattive della Città dei Martiri è, infatti, l’impareggiabile mare e gli splendidi scenari naturali. Muovendosi quindi lungo la litoranea verso nord, nel giro di pochissimi chilometri, troviamo siti balneari contraddistinti da una natura fantastica e da ambientazioni da favola.

La Baia dei Turchi

Si narra che è proprio qui che sbarcarono i guerrieri turchi durante il sanguinoso assedio avvenuto ai danni della città di Otranto del XV secolo. Le caratteristiche della Baia dei Turchi somigliano a quelle di un paradiso in terra. Infatti, la spiaggia è sabbiosa e del tutto incontaminata, immersa nell’Oasi protetta dei Laghi Alimini, sito di importanza comunitaria.

I Laghi Alimini

I due laghi naturali una volta comunicavano tra loro. Oggi, invece, sono separati. Sono entrambi di piccole dimensioni. Tuttavia, sono stati denominati Alimini Grande ed Alimini Piccolo. Si tratta di laghi con caratteristiche distinte. Alimini Grande è alimentato direttamente dall’acqua del mare che vi arriva dall’interno ed è dunque salato. Alimini Piccolo è di dimensioni piccole ed è un lago di acqua dolce.

Qui la zona non è per bagnanti, ma rappresenta un luogo molto interessante per chi ama osservare un paesaggio naturale. In questo spazio particolarmente paludoso, infatti, si può praticare il birdwatching su molte specie di uccelli migratori. Oppure restare in attesa di scorgere gli altri animali che popolano le acque dei laghi ed i loro canneti.

Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso

Nella parte più alta e rocciosa della costa Otrantina, si trovano Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso. Qui la costa assume la caratteristica forma di enormi insenature che, tramite l’azione incessabile del vento, si presentano come ampie baie di rocce levigate, addolcite, scolpite. Da ammirare e immortalare in spettacolari fotografie, i tipici faraglioni che si ergono dal mare creando giochi di forme e storie leggendarie. Come il mitico scoglio delle Due Sorelle.

Otranto mare, Porto Badisco

Se volete vivere l’esperienza di un mare splendido e lontano dal caos delle spiagge più frequentate. Oppure immersi in una natura selvaggia ed ancora incontaminata, Porto Badisco è quello che fa per voi. Poco distante da Otranto, si narra che proprio qui avvenne l’epico sbarco di Enea nel Salento. Dalla baia, proseguendo verso nord-est, a meno di un chilometro è presente l’importantissima Grotta dei Cervi, straordinaria testimonianza della vita di antiche civiltà.

Otranto mare e dintorni

La Cava di Bauxite

Il laghetto verde smeraldo che tanto affascina i visitatori altro non è che il residuo di un giacimento di estrazione mineraria, nello specifico della bauxite, ormai dismesso. La scoperta del giacimento risale al 1940 e il suo sfruttamento è iniziato, più o meno, contestualmente, cessando solo nel 1976.
È proprio a partire da questo momento che si sviluppa la Cava di Bauxite così come noi oggi la vediamo.

Il tocco di magia è dato dal fatto che, dopo l’abbandono della cava, grazie alle infiltrazioni d’acqua di una delle tante falde acquifere presenti nel nostro territorio carsico, si è man mano formato un laghetto la cui acqua ha assunto un colore particolarmente intenso a causa della presenza di residui di Bauxite nella cava.
Tutto intorno il lago la terra, colorata dalla presenza dominante del minerale, appare di un colore rosso intenso e mette ancora di più in risalto il verde brillante delle acque stagnanti, nonché il colore intenso della vegetazione circostante.

La Torre del Serpe

A meno di un chilometro dalla Cava di Bauxite, nello splendido scenario tra terra e mare, si erge solitaria e mezza diroccata, un’antica torre di avvistamento. E’ la Torre del Serpe.
Si ritiene che la sua costruzione risalga al periodo romano e che la torre avesse la funzione di faro. Una leggenda narra che ogni notte, quando i soldati si concedevano un po’ di riposo, un enorme serpente emergeva dal mare. E salendo dalla scogliera, strisciava lungo le pareti della torre. Giunto alla sua estremità, beveva tutto l’olio della grande lanterna privandola del prezioso liquido che la teneva accesa. Il fanale smetteva così di emanare la sua luce vitale e il serpente, saziatosi, ritornava negli abissi del mare.

 

Otranto mare il Faro di Punta Palascìa

 

Trekking al Faro di Punta Palascia

Originariamente, in questo stesso luogo si trovava un’antica torre d’avvistamento, poi abbandonata e rasa al suolo nel 1869. Successivamente, si decise di realizzare il Faro. Esso era gestito dalla Marina Militare Italiana, rimasto in funzione come stazione meteorologica fino agli anni ’70.
Nel 2002 fu intrapresa un’opera di ristrutturazione che ha visto il recupero dell’edificio.

Attualmente il sito è monitorato dalla Comunità Europea. E’ uno dei 5 fari più importanti del Mar Mediterraneo e fa parte del Parco Naturale Regionale Costa Otranto S.M. di Leuca – Bosco di Tricase.

Per visitare il faro si scende lungo un percorso abbastanza facile. Esso si snoda tra scogliere, strade di epoca romana e tratturi.  Da questo punto, nelle giornate serene sono visibili distintamente le coste dell’Albania. Le stanze e le sale interne, oggi, sono la sede del Museo di Ecologia degli Ecosistemi Mediterranei.

Il Faro di Punta Palascia è un punto più ad est d’Italia. Infatti, è consuetudine aspettare l’alba del nuovo anno proprio in questo luogo, nel punto che ogni giorno vede sorgere per primo il sole.

Tutto questo rende Otranto un mix di storia, cultura, arte, natura, difficilmente paragonabile con altri luoghi. La bellezza del mare, delle spiagge, la ricchezza della sua arte ed i segreti che il suo passato nasconde, pone la Città dei Martiri al centro del turismo salentino. Più che una vacanza, è un esperienza da vivere. Via spettiamo a Otranto Mare. Ti piacerebbe vivere un’esperienza in Salento? clicca qui

 

Immagini: fanpuglia, petraeculure, latuaitalia

Comune di Otranto mare

 

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