Marina di Salve – il Fascino dell’Entroterra e il Mare Tropicale

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Marina di Salve, Pescoluse e le Malidve del Salento mare

Marina di Salve

Marina di Salve, solo a pronunciare il nome della Città, essa vi dà il benvenuto. Situata, come una sentinella, sulla Serra delle Falitte. Vi attende all’ingresso. Affacciata sul mare limpido e cristallino, per mostrarsi in tutte la sua bellezza.
Salve è tra i paesi e borghi del Salento più frequentati durante il periodo estivo. E’ qui, infatti, che si trova il famoso tratto di spiaggia denominato Le Maldive del Salento. Perché il mare di Salve non ha nulla da invidiare alle rinomate spiagge tropicali.

Ogni anno, i turisti raggiungono la bellissima costa di Pescoluse, Posto Vecchio, Torre Pali e Lido Marini. L’ideale per una vacanza al mare, all’insegna del relax.

Il Borgo di Salve, però, non offre solo questo. Una passeggiata nell’entroterra è un vero viaggio nel passato, che ripercorre tutte le tappe dell’evoluzione umana. Dalla Preistoria ad oggi. Infatti, il territorio circostante è uno scrigno che custodisce antiche grotte e villaggi popolati dai nostri predecessori: gli uomini primitivi.

Inoltre, è un’occasione per ammirare paesaggi mozzafiato, attraversando interessanti percorsi trekking da fare in autonomia o accompagnati da esperte guide turistiche.

Salve dista 73 chilometri da Lecce e si estende su una vasta area che, oltre alle quattro località balneari, comprende anche la frazione di Ruggiano.

 

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Salve tra Preistoria e Storia

Il territorio della Città di Salve è stato abitato sin dal Paleolitico. L’homo sapiens popolava le grotte naturali dell’entroterra, e fondava villaggi rupestri. Come quello in località li Fani, del quale sono rimaste tracce di tumuli funerari e urne contenenti i resti inceneriti degli antenati del luogo. Un’escursione lungo il Sentiero dei Fani è un’occasione per attraversare tutte le epoche preistoriche e storiche di cui questi luoghi sono testimoni.

Grotta Montani

Nel 1973, presso Grotta Montani, alcuni ritrovamenti preistorici come strumenti in selce, ossa cinghiali, cervo ed elefante, hanno permesso di stabilire con esattezza il periodo a cui risalgono i primi insediamenti umani sul territorio di Salve. Precisamente, al Paleolitico, ben 70.000 anni fa. Quando il territorio era popolato dall’Homo di Neanderthal.

Salve il Neolitico a Salve

A poca distanza da questa, altre due grotte, Triscioli e Marzo, custodiscono le preziose tracce del passaggio dell’Homo Sapiens. Nella prima, infatti, è stato rinvenuto un vaso di uso cultuale. Nella seconda, un dipinto in ocra rossa che rappresenta due figure simili a quelle presenti nella famosa Grotta dei cervi di Porto Badisco.

Le tre grotte (Montani, Triscioli e Marzo) ricadono in proprietà privata. E’ possibile, però, visitarle durante le escursioni guidate organizzate da esperte guide turistiche del territorio.

La leggenda di Grotta delle Fate nella Marina di Salve

Il territorio dei Fani è prevalentemente carsico, per cui si sono creati fenomeni carsici come vore e inghiottitoi. Tra questi, una descrizione particolare è da dedicare alla Grotta delle Fate. Essa fu esplorata per la prima volta nei primi anni ’60, dal Gruppo Speleologico Salentino, di Maglie.
Precisamente, l’inghiottitoio è situato a 30m sul livello del mare e al suo interno presenta tre ambienti, comunicanti tra loro, interessati da fenomeni franosi.  Sulla grotta sono state tramandate diverse leggende, tra cui quella delle Fate, che appunto, ne dà il nome.

Si racconta che una notte, mentre i contadini dormivano nei campi, furono svegliati da un’armoniosa melodia che proveniva da lontano. A mano a mano che essa si avvicinava, riuscirono a scorgere che si trattava di un corteo di fanciulle danzanti, accompagnati da esseri orrendi che suonavano i flauti. Il corteo poi scomparve in una voragine vicino al canale.
L’indomani, i contadini cercarono questa grotta misteriosa, ma non la trovarono. Raccontarono l’accaduto in paese e tutti iniziarono a nutrire paura verso quell’antro oscuro.

Grotta delle Fate

L’Insediamento di Spigolizzi

Sulla Serra di Spigolizzi, era presente un villaggio risalente alla’Età del Bronzo Medio (XVI-XV sec.). In questo periodo, infatti, si tendeva a costruire villaggi fortificati sulle alture. Lo scopo era quello di garantire un’ampia visibilità sul territorio circostante. In quest’area, sono stati ritrovati reperti in ceramica e ossa di animali.

Inoltre, alcuni ritrovamenti lasciano pensare che il villaggio era costituito da una serie di capanne. Secondo una leggenda, proprio qui era ubicato il villaggio di Cassandra, considerato il primo nucleo abitativo di Salve.

La leggenda della Cittadella di Cassandra

Storici come il Tasselli e il Marciano, raccontano che la leggendaria Cittadella di Cassandra sarebbe sorta proprio sulla collina di Spigolizzi. Famosa per il mulino che macinava pepite d’oro. Si racconta che fosse un fiorente centro abitato, dedito alla produzione di vino e olio. Fondato nel VI sec. a.C. e distrutto nel 548 d.C. per mano dei Goti.
In questo luogo, sono stati ritrovati dei reperti che avvalorerebbero questa tesi. Ossia delle tombe ed un tesoretto di circa 800 monete d’argento del VI e III sec. a.C.

L’Età del ferro e la Chiusa dei Fani

Un altro villaggio, risalente all’Età del Ferro, è la Chiusa dei Fani. Continuando sul sentiero dei Fani, essa è situata esattamente accanto alla Masseria del Fano, e a pochi passi dalla Cripta Bizantina di San Pantaleone. Il villaggio fu abbandonato e ripopolato per ben tre volte, dal 1550 a.C. al 480 a.C, dai Messapi, ossia la popolazione autoctona. I motivi sono tuttora sconosciuti.

Nella sua ultima fase, il villaggio fu racchiuso in una cinta muraria realizzata con grosse pietre. La fortificazione era larga otto metri e alta quattro, munita da una porta di ingresso situata ad Occidente. Un importante ritrovamento di questo villaggio è l’alfabetario. Si tratta di un vaso sul cui orlo sono state incise le prime sei lettere dell’alfabeto Messapico.

Il villaggio fu probabilmente abbandonato in seguito ai conflitti che dividevano tutto il territorio, causati dalla colonia greca di Taranto.

La Cripta di San Pantaleone, nel canale Fano

Nel Medioevo, a Salve giunsero i Monaci Basiliani per sfuggire ai funzionari bizantini che li perseguitavano. Quindi si nascosero nelle campagne, dedicandosi alla preghiera, allo studio e alla coltivazione. La Cripta di San Pantaleone è situata a 150 metri dalla Masseria del Fano, lungo il dorsale orientale del canale.

Sulla parete dell’ingresso, si possono ancora vedere alcuni tratti dell’affresco che ritrae otto personaggi. Di questi, l’unico decifrabile è quello di San Pantaleone. Indossa un mantello rosso e un abito blu con una bordura ocra sui lati.

Il Centro Storico di Salve

Il Borgo di Salve è stato fondato, probabilmente, tra il VI e il VII sec. d.C. o il VIII e il X sec. d.C. In questo arco tempo, la storia del Salento è segnata dalle violente incursioni dei Saraceni. Per difendersi, i Salvesi abbandonarono le abitazioni sparse nell’entroterra e si riunirono sulla Serra della Falitte, dove oggi sorge il borgo. Iniziarono, quindi, a costruire delle mura difensive. L’accesso era consentito da quattro grandi porte, sorvegliate da sentinelle.

Il Rione Terra

Il nucleo antico del centro storico è il Rione Terra. Strette viuzze che si intersecano simmetricamente e case antiche oggi per la maggior parte disabitate. Vi si respira un’aria d’altri tempi, un vero salto nel passato nel quale perdersi per immaginare come, un tempo, era la vita di chi vi abitava.

Il Castello di Salve

Nel 1415, per difendersi dai ripetuti attacchi dei Turchi, i Salvesi costruirono un fortilizio con quattro torri angolari, un fossato ed un ponte levatoio. Oggi, purtroppo, andato distrutto.
Fu proprio in questo periodo che le autorità spagnole, che dominavano il territorio, iniziarono la costruzione delle torri costiere. Tra esse, rientra la torre di Torre Pali, ultimata nel 1563. Nello stesso periodo, furono erette anche le torri a ridossi delle masserie nelle campagne del feudo di Salve ma anche nei Palazzi nobiliari del centro storico. Un esempio è la Torre dei Montano, situata in via Persico, a pochissimi passi dalla Chiesa Madre.

La Chiesa Madre e l’organo più antico funzionante di Puglia

Uscendo dal Rione Terra, si attraversa la prima piazza, Piazza della Repubblica, che a sua volta conduce in Piazza Concordia. Qui si trova la Chiesa Madre di Salve, dedicata a San Nicola Magno. Non si conosce la data esatta della sua realizzazione. Molto probabilmente, la chiesetta preesistente risaliva al VI sec.

Successivamente alla crescita della popolazione, nel XVI furono messi in atto interventi di restauro e di ampliamento che terminarono intorno al 1590. Nel 1628 i Salvesi acquistarono un organo per la Chiesa di Salve. Opera dei maestri Giovan Battista Olgiati da Como e Tommaso Mauro da Muro. Oggi, l’organo è il più antico funzionante di tutta la Puglia. Orgoglio e vanto dell’intera comunità.

Il Palazzo Carida-Ramirez

Uscendo dalla Chiesa, sulla destra, è situato il Palazzo Carida Ramirez. Al suo interno, custodisce un incantevole agrumeto. Le sue volte sono decorate con meravigliosi affreschi ottocenteschi, di gusto spagnoleggiante. Un tempo, era la sede della scuola media di Salve. Oggi, esso ospita la Biblioteca Comunale e la Proloco.

Il Frantoio Ipogeo di Salve

Uscendo dal Palazzo e prendendo la stradina che in discesa conduce sulla via per il mare, troviamo, sulla destra, il frantoio ipogeo le Trappite. Non è l’unico, ma uno tra i tanti frantoi realizzati nei sotterranei del centro storico. Esso fu realizzato nel 1601. Gli ambienti sono stati interamente scavati nella roccia. Purtroppo non tutti sono accessibili. Sono ancora visibili le macine, le cisterne, le botole e i sedili.

Il Santuario di Santa Marina a Ruggiano

La Frazione di Ruggiano e il culto di Santa Marina

Ruggiano, frazione di Salve, dista da essa circa 1km. La sua importanza è legata al Santuario di Santa Marina e al suo culto.
Inizialmente, era un antica chiesetta risalente al Medioevo. Essa è stata poi restaurata ed ampliata nel 1648, quando le fu dato l’originale aspetto della facciata bipartita.

L’interno, a due navate, rispecchia la particolare struttura della facciata. E custodisce una statua in legno raffigurante la Santa secondo la tradizione. Ma il gioiello di questo santuario, è l’affresco che la ritrae. Linee spesse e scure delineano i contorni di Santa Marina nella sua posa a tre quarti. Dettagli che lasciano pensare ad una influenza della pittura bizantina.

Nei tempi passati, al Santuario accorrevano i malati di itterizia. Questa malattia, anticamente chiamata il male d’arco era, perché si riteneva fosse causato dall’arcobaleno. La festa in onore di Santa Marina, si svolge ogni anno il 17 luglio.

Marina di Salve, Le Spiagge

Il territorio della città di Salve è conosciuto soprattutto per le sue spiagge. Essa infatti può contare ben quattro località balneari. Senza dubbio, la più famosa è Pescoluse e il suo tratto di spiaggia denominato Le Maldive del Salento. Infatti, è uno dei posti più frequentati e desiderati di tutta la Provincia di Lecce. Rinomata per la distesa di sabbia bianca e finissima. Per i suoi bassi fondali e gli isolotti che emergono dalle limpide acque.
Ed è proprio per questo motivo che la marina di Salve hanno ottenuto dal 2004 al 2007 e nel 2010 il prestigioso riconoscimento delle 4 VELE della Guida Blu di Legambiente e la Bandiera Blu della FEE a partire dal 2009.

Dal 2013, Pescoluse è inoltre premiata anche come Bandiera Verde. Cioè, come spiaggia adatta ai bambini. Infatti, l’acqua bassa e pulita vicino alla riva, la sabbia per costruire castelli e torri ed i giochi per bambini la rendono perfetta per le famiglie.

Inoltre, la presenza dei bagnini sulle torrette di guardia costiere garantiscono la sicurezza dei bagnanti. Non mancano gelaterie, pizzerie, locali per l’aperitivo e spazi per lo sport nelle vicinanze. Difatti, sono queste le caratteristiche della località premiate dai pediatri, circa mille, coinvolti nella ricerca.

Marina di Salve, Lido Marini

Lido Marini ha una spiaggia sabbiosa alternata a tratti di scogliera bassa. Essa è situata per solo un quarto nel territorio salvese. Difatti, la restante parte, ricade nel territorio Ugento. Anche Lido Marini ha ottenuto il riconoscimento de le 4 Vele di Legambiente, dal 2004 al 2007, e la bandiera blu della FEE nel 2009.

Marina di Salve, Torre Pali

Da Lido Marini, proseguendo verso sud sulla litoranea si raggiunge Torre Pali. Un piccolo villaggio di pescatori, famoso per la sua Isola della Fanciulla e per la torre difensiva nel mare.
L’isola, in realtà, è uno scoglio isolato che spunta improvvisamente dal mare. Esso ha sempre stimolato le fantasticherie di chi lo contemplava, e sulle sue origini ci sono diverse leggende che ancora oggi si tramandano.
La più conosciuta è la leggenda che ha come protagonista un terribile corsaro saraceno, Dragut ed una fanciulla che abitava in un paese dell’entroterra, uccisa ed abbandonata sull’isola nel 1457, dopo essere stata rapita dall’invasore.

A pochi passi dall’isola si trovano il porto e la torre che da il nome alla località. Essa è stata costruita su uno scoglio isolato, circondato dall’acqua. Precisamente, ad una ventina di metri dalla riva. Un tempo, era unita alla terra ferma da uno stretto pinte in muratura.
Proprio in questo punto, inizia il canale di Torre Pali.

Il progetto iniziò nel 1700, sotto il governo Borbonico di Carlo III. Tuttavia, in seguito alle travagliate vicende politiche, esso fu realizzato nel periodo tra le de guerre.
Lo scopo, era quello di bonificare le paludi. Esso, infatti, permetteva di bloccare l’avanzata dell’acqua del mare nelle zone paludose a ridosso delle dune. Esso si estende su una lunghezza di circa 3km, fino a raggiungere l’inizio di Pescoluse.

Marina di Salve Maldive del Salento Spiaggia

Marina di Salve, Pescoluse

Pescoluse e Le Maldive del Salento è una località turistica che offre ai suoi visitatori numerosi servizi. Essa, infatti, è ben attrezzata con aree parcheggio, bar e ristoranti, trattorie ed osterie, gelaterie, fast food, piatti da asporto.

Senza dubbio i due stabilimenti balneari le 5 Vele e le Maldive del Salento, hanno reso questo posto famoso in tutto il mondo. Proprio in corrispondenza di questi due lidi, resiste al tempo, da millenni, il dolmen semi ipogeo Argentina-Graziadei. La struttura è composta da due elementi principali: quello ipogeo che è la tomba, e quello in superficie che è l’accesso. Si tratta quindi di una costruzione a tecnica mista.

Marina di Salve, Posto Vecchio

Proseguendo per circa un altro chilometro, si arriva infine a Posto Vecchio. Spiaggia frequentata soprattutto dai giovani. Qui si possono praticare sport acquatici o beach volley. Sono disponibili servizi di noleggio pedalò, scooter e gommoni. La spiaggia è libera ma attrezzata su richiesta. Vuoi vivere un’ esperienza nella marina di Salve? Clicca Qui

Immagini: pixabay, sandrasammali,

Link: Comune di Salve – marina di Salve

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