Il Borgo di Ugento

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Il Borgo di Ugento

Il Borgo di Ugento

Il Borgo di Ugento non è solo un borgo. Esso, infatti, si estende dall’entroterra, fino ai 12 km di spiagge bianche sabbiose. Un’area caratterizzata da distese di uliveti con piante secolari, vitigni, pini marittimi e piccoli cespugli tipici della macchia mediterranea. Fino ad arrivare alle Marine di Ugento.

 

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La storia del Borgo di Ugento

L’antico nome di Ugento è Ozan. Quest’area vide il massimo splendore con i Messapi. Essi si insediarono nella zona intorno al 1500-1000 a. C., come testimonia il perimetro delle mura messapiche di circa 4.900 metri, visibili ancora oggi in alcuni tratti.
Per la sua posizione strategica, divenne lo scalo portuale di riferimento per tutta la fascia ionica. Sia da un punto di vista commerciale che militare. Ciò gli permise di ottenere una notevole importanza economica. Di conseguenza, infatti, i Messapi istituirono una zecca in grado di coniare monete, in quella che poteva essere considerata una città a tutti gli effetti.

Nell’anno 1000 fu conquisto dai Normanni. Divenne feudo per la prima volta intorno all’XI secolo. Da questo momento, si susseguirono diverse casate fino al 1537. Data in cui Federico Barbarossa invase e distrusse nuovamente la città.

Da vedere a Ugento

Tutta l’arte di Ugento è racchiusa nel centro del Borgo: il Castello, Palazzo Colosso, la Torre Civica, il Palazzo Vescovile, il Museo Civico di Archeologia e la Cattedrale.
Quest’ultima è dedicata a Santa Maria Assunta con la facciata in stile barocco – neoclassico. Dal 1982, ospita nei suoi sotterranei sepolcrali, il Museo della Diocesi di Ugento. Essa è considerata una delle diocesi più antiche dell’Italia meridionale.
A pochi passi dalla Cattedrale si possono osservare gli archi gotici alla base della Torre dell’Orologio e il cinquecentesco Palazzo Colosso.
Da visitare il Museo Civico di Archeologia situato nell’antico Convento dei Francescani di S. Maria della Pietà del 1430. Il chiostro centrale ospita la famosa Tomba dell’Atleta, risalente al VI secolo a.C. Si tratta di un imponente sepolcro in pietra rinvenuto casualmente negli anni ’70 nel centro del paese. Si pensa fosse di un atleta poiché all’interno sono stati ritrovati oggetti del corredo funebre collegabili agli utensili utilizzati dagli atleti.
Spostandosi dal centro del Borgo, a circa un chilometro, si possono ammirare la Cripta del Crocifisso, piccola cappella ipogea di età medievale con affreschi dal XIII al XVII sec. Il suo stile è fortemente influenzato dal monachesimo orientale e dal rito greco.

I prodotti tipici del Borgo

Nel Borgo di Ugento, il pranzo inizia stuzzicando pomodori secchi, olive condite, melanzane e zucchine sott’olio. Da accompagnare con un buon pane casereccio di grano duro.
Tra i primi c’è la ciciri e tria, minestra di ceci e pasta fatta in casa. Essa rappresenta una delle ricette più semplici e più antiche. Un secondo d’eccezione sono gli gnummareddi, involtini di frattaglie, solitamente di agnello o pecora, aromatizzati con prezzemolo e finocchietto selvatico, avvolti poi nel budello e cotti alla griglia. Infine, è della tradizione natalizia lo stoccafisso precedentemente ammollato e poi fritto.

Esperienze da vivere nel Borgo

San Vincenzo Martire è patrono di Ugento e si festeggia il 22 gennaio con una grande processione per le strade del paese per quanto riguarda l’aspetto religioso, oltre che con la festa civile. Vengono installate una serie di luminarie nelle vie del centro dove stazionano bancarelle di vario genere. A conclusione della festa è ormai usanza uno spettacolo musicale ed i fuochi d’artificio.

Mentre, la prima domenica di Febbraio si svolge Fiera di San Biagio.

 

Immagine: wikipedia

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