Il museo Messapico di Alezio

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Da sapere

Il museo è fornito di un parco archeologico con accesso alla necropoli Messapica di Monte d'Elia. Al suo interno conserva oggetti e manufatti dell'antica civiltà messapica.

Si consiglia di verificare gli orari di apertura contattando direttamente la struttura al numero +39 0833 282402.

Descrizione

Il Museo Messapico di Alezio, insieme alla Biblioteca Comunale, ha sede a Palazzo Tafuri. Si tratta di una splendida dimora settecentesca dalla forma quasi ottagonale.

Nel 1982, nel centro abitato, furono rinvenuti dei reperti archeologici. Successivamente si decise di istituire il Museo Messapico di Alezio. Di fronte ad esso, è possibile vedere una necropoli messapica con varie tipologie di tombe datate dal VI al II secolo a.C.

La collezione del Museo Messapico di Alezio è ricca di una documentazione epigrafica e di una vetrina di ori risalenti al I secolo a.C. Nelle vetrine è possibile ammirare una trozzella, degli unguentari, un cratere, fibule in bronzo. Ed inoltre, resti di guscio d’uovo, un Guttus a vernice nera, Skyphos, un vaso antropomorfo. Ed infine, oggetti in ceramica acroma o decorata a fasce brune tipici della produzione locale.

Al centro della sala ottagonale vi è la riproduzione della necropoli di Monte D’Elia. Difatti, si tratta del luogo dal quale provengono i corredi funerari esposti al museo. Essi sono databili tra IV e III secolo a.C.

Il museo propone anche una variegata serie di attività museali in base alla fascia d’età.

Palazzo Tafuri è un'interessante dimora signorile del XVIII sec. Esso si inserisce in un contesto storicamente ricco di esempi del genere. Difatti, la zona di Alezio era allora nota come Villa Picciotti. Questo perché importanti famiglie gallipoline vi possedevano casini estivi.

Sino al 1700, Lizza era il nome della zona dove sorge la costruzione. Quando i Tafuri la acquistarono, essa assunse il nome dei nuovi proprietari. In seguito, la parte di levante fu lottizzata dagli stessi Tafuri. In questo modo si creò l'attuale via Lizza. La parte retrostante, invece, rimase terreno agricolo e quella intorno al fabbricato coltivata a piante sempreverdi.

L'ingresso era da via Lizza mediante un cancello in ferro. Ai lati di quest'ingresso su strada, vi erano due modesti fabbricati di proprietà privata (casa Pastore e casa Valentini).

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